giovedì 19 luglio 2012

Come risolvere?

Oct282011
 
 
Si parla, si parla, e si parla ma la crisi economica continua a stringere quasi tutto il mondo, leggevo stamattina che in Spagna la disoccupazione ha toccato quasi il 25 percento, si vede che lì non usano molto contratti a termine e vari trucchetti per gonfiare le percentuali, dannati dilettanti.
Ad ogni modo, pur con tutta la fiducia possibile in un futuro migliore la crisi economica c’è e continua ad esserci. E chi potrebbe risolverla non sembra averne nessuna intenzione, chissà perchè. La crisi economica, secondo la mia personale opinione, è stata creata, o dovuta, a affaristi, banche, lobbies e sistemi politici che gliel’hanno permesso, e non senza riceverne benefici.
La soluzione prevista è, almeno in Europa, dare ancora soldi alle banche che invece di usarli per risollevare l’economia di solito li usano per pagare i dividendi agli azionisti. E ricompensare chi li ha aiutati. Alla fine lo scopo è sempre quello di togliere ai cittadini e dare ai nuovi nobili. Dove cavolo sarà finito Robin Hood, qui è tutto in mano al Principe Giovanni e allo Sheriffo di Nottingham, che è parente stretto dello Sceriffo di Malibu. Io comunque tendo ad essere Frate Tuck. Speriamo solo che andando avanti così da Robin Hood non si passi a V per Vendetta.
 
Ad ogni modo la crisi economica si sta mangiando tutti i risparmi, impoverendo i vari paesi e soprattutto sta togliendo il futuro ai giovani. Un tipo che conosco, che ha ben superato i sessant’ anni, ha detto che questa è la prima generazione di trentenni da chissà quanti anni che non si aspetta di vivere meglio dei genitori. Se ci pensate bene è terribile. Speriamo che si sbagli.
Comunque, ecco alcune ipotesi su cosa si potrebbe fare a breve per risollevare il paese ed uscire dalla crisi economica. Sono utopie, opinioni mie e non strettamente basate sul Dudeismo, tranne sul fatto che la nostra amata religione considera la via più semplice e il massimo risultato col minimo sforzo come mezzi prioritari per raggiungere qualsiasi scopo, insieme con l’ uguaglianza, o vera democrazia, delle persone.
 
1: Abolizione immediata e permanante dell’ IVA e di tutte le altre imposte e accise varie, tipo ICI e roba simile, marche da bollo comprese. Si pagherebbe qualsiasi cosa un 20 percento in meno e la benzina costerebbe intorno ai 50 centesimi al litro. Per non parlare di metano e corrente elettrica.
 
2: Parificazione immediata e permanente di diritti, doveri e benefici tra dipendenti pubblici e privati. Se un dipendente statale può andare in pensione prima dei cinquant’ anni, o poco dopo, lo stesso deve essere garantito ad un pari dipendente privato. A meno che qualcuno non pensi che lavorare in miniera o in fonderia sia meno faticoso o usuri meno di essere imbarcato su una nave da guerra. Stessa cosa se uno può andare in pensione dopo cinque anni di “lavoro”, lo stesso deve valere per i dipendenti del settore privato. Basta privilegi, basta caste e basta simil nobili. Se si può licenziare facilmente un dipendente privato lo stesso deve valere per un dipendente pubblico. Il che significa che i vari nullafacenti possono essere mandati a casa domani mattina.
 
3: Ovviamente questo comportebbe per lo stato un diminuito budget di spesa che potrebbe essere pareggiato dall’ obbligo permanenente di rispettare il budget di spesa annuale per lo stato che non potrà essere superiore a quanto incassato con le imposte dirette (a scaglioni e che non possano superare il 40 percento degli utili). Giusto per evitare spese inutili. Più una trasparenza del 100 percento su come ogni anno vengono spesi i soldi delle tasse a disposizione di ogni cittadino, quanti, dove e perchè. Più soldi nelle tasche dei cittadini comuni e più soldi girano nell’ economia reale. Altro che far diventare ricca la Cina.
 
4: Per collaborare alla buona gestione economica dello stato nessun dipendente pubblico (parlamentari compresi) può percepire uno stipendio superiore allo stipendio più basso pagato nel paese moltiplicato per dieci. I fin dei conti i soldi che spendono sono quelli dei cittadini no? Quindi se lo stipendio più basso pagato ad un operaio agricolo è di 800 euro al mese nessun dipendente pubblico può guadagnare più di 8000 euro al mese. E deve farseli bastare. Ovviamente nello stipendio sono comprese anche tutte le eventuali spese, come un qualsiasi cittadino. Tu è dal tuo stipendio che tiri fuori i soldi per il cellulare, andare al cinema, al ristorante, allo stadio e quant’altro no?
 
Quindi, tutto viene a costare almeno il 20 percento di meno, le spese dello stato si riducono, il benessere dei cittadini comuni aumenta, i diritti e i doveri sono uguali per tutti e non potendo più spendere più di quanto si incassa il pericolo di deficit scompare. Inoltre con la trasparenza del 100 percento non sarà più possibile far sparire fiumi di miliardi senza che nessuno se ne accorga.
 
Questo sarebbe solo l’inizio, poi ci sarebbero l’abolizione totale della burocrazia, come in Germania dove il regolamento edilizio è di qualche paginetta A4, il ripristino della democrazia reale mediante un utilizzo molto estensivo dei referendum, come in Svizzera dove in alcuni paesi ancora votano i cittadini direttamente per alzata di mano. Eccetera, eccetera, basta solo aver veramente voglia di migliorare le cose, non solo per noi, ma per i nostri figli, e i nostri nipoti, e così via.
Ovviamente andrebbe tutto scritto nella Costituzione ed eventuali modifiche a quanto sopra richiederebbero un referendum popolare a maggioranza assoluta dell’ ottanta percento dei cittadini, sennò basta una legge e si torna come adesso. Nel mare marrone.
 
Utopia? Chiaro che sì, però in democrazia si soffre tutti insieme o si sta bene tutti insieme. O almeno, questa è la mia opinione.
O forse ho solo esagerato con la birra. Abideamo Dudes!